Ricostruzione editoriale subacquea del relitto romano con undici grandi dolia ancora disposti nella stiva
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Archeologia subacquea · Il viaggio interrotto

La nave dei dolia di Torre Flavia

Fra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I d.C. una nave oneraria affondò davanti alla costa di Ladispoli con enormi giare da vino, anfore e gli oggetti quotidiani dell’equipaggio. Il relitto racconta insieme commercio, carpenteria e vita di bordo.
Ricostruzione scenografica editoriale · stiva e disposizione non metriche · massimo 11 dolia visibili
DoveMare di Ladispoli · coordinate del relitto non pubblicate
PeriodoFine I sec. a.C.–inizi I sec. d.C.
AccessoRelitto non visitabile · reperti musealizzati a Santa Severa

IL LUOGO IN BREVE

Una cantina di terracotta dentro lo scafo.

Il relitto, individuato nel 1983 e studiato in tre campagne fra il 1983 e il 1985, giace a circa dodici metri di profondità. I resti occupavano una dispersione di circa quattrocento metri quadrati; del fasciame si conservava un settore di 6,60 per 3,30 metri. Da questo frammento gli studiosi hanno proposto per la nave originaria una lunghezza di circa 18–20 metri: è una stima, non una misura dello scafo completo.

Cinque grandi dolia integri e numerosi frammenti hanno permesso di ipotizzare un carico originario di dieci–dodici contenitori, per una capacità teorica complessiva vicina alle cinquanta tonnellate. Le pareti interne resinose e le anfore vinarie Dressel 2–4 rendono probabile il trasporto di vino. Marchi collegabili all’area di Minturnae suggeriscono rapporti produttivi con il Lazio meridionale, ma non dimostrano un itinerario preciso né il porto di destinazione.

Lo scafo a fondo piatto, costruito con fasciame collegato a mortase e tenoni e rinforzato nella zona centrale, era concepito per sostenere un carico eccezionale. Un peso da scandaglio, dischetti lignei di una pompa di sentina, stoviglie graffite, una decorazione a testa d’anatra e una cassetta con chiusura interpretata come corredo medico riportano invece la storia alla scala delle persone che navigavano.

UN REPERTO REALE, IL MUSEO E QUATTRO CONFRONTI

Dal sale sulla terracotta alla forma della nave.

La prima fotografia appartiene davvero a un dolium recuperato dal relitto. Le altre immagini mostrano la sede museale, il paesaggio costiero o confronti dichiarati: non vengono mai presentate come fotografie dello scavo subacqueo.

Macro fotografia delle incrostazioni marine sulla superficie di un dolium recuperato dal relitto romano di Ladispoli
REPERTO AUTENTICO · DETTAGLIO

Il mare rimasto sulla terracotta

Madrepore e incrostazioni segnano la superficie di uno dei dolia recuperati e conservati a Santa Severa. È un macro-dettaglio del reperto, non la veduta dell’intero contenitore.

Viscardo Squartini / Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · ritaglio e conversione WebP
Castello di Santa Severa illuminato dalla luce calda, sede del Museo del Mare e della Navigazione Antica
DOVE VEDERE I REPERTI

Il racconto continua a Santa Severa

Nel complesso del Castello, il Museo del Mare e della Navigazione Antica conserva i dolia restaurati e ricostruisce la stiva per far comprendere scala e organizzazione del carico.

Fiat 500e / Wikimedia Commons · CC BY 4.0 · ritaglio e conversione WebP
Ricostruzione funzionante di una pompa idraulica romana esposta al Museo del Mare di Santa Severa
RICOSTRUZIONE MUSEALE

L’acqua fuori dalla sentina

La pompa fotografata è una replica didattica, non un pezzo della nave. Aiuta però a interpretare i dischetti lignei perforati rinvenuti a bordo, pertinenti a un sistema di pompaggio.

Lorenot / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · ritaglio e conversione WebP
Nave mercantile romana raffigurata nel mosaico di Lod del terzo secolo dopo Cristo
CONFRONTO ICONOGRAFICO · CA. 300 D.C.

Come i Romani immaginavano una nave mercantile

Il mosaico di Lod è circa tre secoli più tardo e non raffigura il relitto di Ladispoli. Offre soltanto un confronto iconografico per albero, vela, scafo e governo di una nave oneraria.

Following Hadrian / Wikimedia Commons · CC BY-SA 2.0 · ritaglio e conversione WebP
Grande dolium proveniente dalla villa romana di Minori usato come confronto tipologico
CONFRONTO TIPOLOGICO · NON LADISPOLI

Un recipiente più grande di una persona

Il dolium fotografato proviene dalla villa romana di Minori, non dalla nave. Il confronto rende leggibili forma, spessore e scala dei grandi contenitori fissi da trasporto o deposito.

Tyler Bell / Wikimedia Commons · CC BY 2.0 · ritaglio e conversione WebP
Fotografia contemporanea delle murature superstiti di Torre Flavia sulla spiaggia di Ladispoli
RIFERIMENTO COSTIERO · NON LOCALIZZAZIONE

La torre dà il nome, non le coordinate

Torre Flavia identifica il settore costiero nel racconto pubblico. La fotografia non indica il punto del naufragio e non va usata per cercare il relitto.

Sailko / Wikimedia Commons · CC BY 3.0 · ritaglio e conversione WebP

NUMERI DEL RELITTO

Ciò che è misurato e ciò che è ricostruito.

I dati pubblicati permettono di leggere la scala del naufragio, purché le dimensioni conservate non vengano confuse con quelle ipotizzate per la nave intera.

~12 mPROFONDITÀ

Quota approssimativa del giacimento archeologico.

~400 m²DISPERSIONE

Area indicativa interessata dai resti documentati.

6,60 × 3,30 mSCAFO CONSERVATO

Porzione lignea rilevata, non dimensione della nave completa.

18–20 mLUNGHEZZA STIMATA

Ricostruzione della nave originaria a partire dai resti.

10–12DOLIA STIMATI

Cinque integri più frammenti sostengono la stima del carico iniziale.

~50 tCAPACITÀ TEORICA

Ordine di grandezza, non peso del carico misurato al naufragio.

  1. 01Rilievo subacqueo

    Documentazione della dispersione, del fasciame e della posizione dei materiali nelle campagne 1983–1985.

  2. 02Studio dello scafo

    Analisi di fasciame, mortase, tenoni, ordinate e rinforzi per comprendere il metodo costruttivo.

  3. 03Confronto del carico

    Dolia, anfore, resina, marchi e riparazioni vengono letti insieme, senza trasformare indizi in una rotta certa.

  4. 04Musealizzazione

    Restauro e ricostruzione della stiva restituiscono al pubblico proporzioni e funzioni senza esporre il sito sommerso.

SEI INDIZI NELLA STESSA NAVE

Carico e vita di bordo.

La nave non trasportava soltanto grandi recipienti. Ogni gruppo di reperti illumina un’attività diversa, dalla navigazione alla manutenzione fino alla cura delle persone.

  1. 01STRUTTURA

    Fasciame e ordinate

    Tavole spesse circa quattro centimetri, giunti a mortasa e tenone e ordinate ravvicinate descrivono uno scafo robusto, rinforzato nel settore del carico.

    Documentazione scientifica e ricostruzione museale
  2. 02STIVA

    Dolia resinati e riparati

    Le grandi giare erano integrate nella logica della nave; rivestimenti e grappe di piombo mostrano uso, manutenzione e valore economico.

    Reperti restaurati nel museo
  3. 03PRUA E POPPA

    Anfore Dressel 2–4

    Contenitori vinari campani affiancavano il carico principale, probabilmente collocati nelle zone lasciate libere dai dolia.

    Materiali archeologici studiati
  4. 04SENTINA

    Pompa e scandaglio

    Dischetti lignei forati e un peso in piombo raccontano controllo dell’acqua e misura della profondità durante la navigazione.

    Confronto con ricostruzioni museali
  5. 05EQUIPAGGIO

    Stoviglie, graffiti e arredo

    Recipienti d’uso, segni incisi e una decorazione lignea a testa d’anatra riportano a gesti quotidiani e spazi vissuti.

    Reperti e pubblicazioni
  6. 06CURA

    La cassetta interpretata come medica

    Un contenitore ligneo chiuso, con piccoli comparti e resti fra cui coriandolo e cumino, suggerisce un corredo terapeutico: la funzione è plausibile, non certa in ogni dettaglio.

    Interpretazione archeologica

PASSAGGI ESSENZIALI

La storia,
in ordine.

Date certe, fasi archeologiche e tradizioni sono dichiarate per quello che realmente rappresentano.

  1. 01

    Il naufragio

    Una nave oneraria carica di dolia e anfore si perde davanti alla costa di Ladispoli. Causa, partenza e destinazione non sono note.

    datazione archeologica
  2. 02

    La scoperta

    Il relitto viene individuato e inizia la prima campagna diretta da Valeria D’Atri e Piero Alfredo Gianfrotta.

    storia della ricerca
  3. 03

    Tre campagne subacquee

    Scafo, carico e corredo vengono rilevati, recuperati selettivamente e studiati su un’area di circa quattrocento metri quadrati.

    campagne documentate
  4. 04

    La prima pubblicazione organica

    Il Bollettino d’Arte presenta il relitto, i dolia e i materiali di bordo alla comunità scientifica.

    pubblicazione MiC
  5. 05

    Lo scafo viene riletto

    Uno studio in Archaeonautica approfondisce architettura navale, sistemi di assemblaggio e rinforzi del fondo.

    studio scientifico
  6. 06

    Restauro e museo

    Cinque dolia e il corredo entrano nel percorso del Museo del Mare e della Navigazione Antica di Santa Severa.

    musealizzazione documentata
  7. 07

    Proteggere senza localizzare

    Il relitto resta patrimonio sommerso: la conoscenza pubblica passa dal museo e dalle fonti, non dalla ricerca autonoma del punto di affondamento.

    tutela responsabile

COSA OSSERVARE

Leggere il luogo,
dettaglio dopo dettaglio.

DOLIA

Contenitori strutturali

Queste enormi giare non erano semplici anfore ingrandite: peso e ingombro condizionavano la costruzione e l’uso della stiva.

VINO

Un carico probabile

Resina interna e anfore vinarie sostengono l’interpretazione, senza conservarci un’etichetta del contenuto originario.

SCAFO

Carpenteria mediterranea

Il guscio venne assemblato con mortase e tenoni prima di ricevere le strutture interne, secondo la tradizione navale antica.

ROTTURE

Giare riparate

Grappe e colature di piombo mostrano che recipienti enormi potevano essere recuperati invece di essere sostituiti.

BORDO

Tecnica e quotidianità

Pompa, scandaglio, stoviglie e arredi ricostruiscono il lavoro dell’equipaggio oltre la sola storia commerciale.

MUSEO

Vedere senza immergersi

La ricostruzione della stiva a Santa Severa rende percepibile il sistema dei dolia senza mettere a rischio il relitto.

PRIMA DI ANDARE

Il relitto si comprende al museo, non cercandolo in mare.

I reperti e una ricostruzione in scala reale del settore di stiva sono associati al Museo del Mare e della Navigazione Antica nel complesso del Castello di Santa Severa, sulla Via Aurelia. Orari, aperture delle sale e biglietti possono cambiare con la stagione e con le mostre.

Controllare sempre i canali ufficiali prima di partire. Questa pagina non fornisce coordinate, allineamenti, boe o istruzioni d’immersione. Non cercare, toccare o recuperare materiali dal relitto: l’archeologia subacquea richiede autorizzazioni e tutela specialistica.
DESTINAZIONEMuseo del Mare di Santa Severa

Il percorso museale espone i grandi dolia e gli oggetti di bordo nel contesto della navigazione antica.

ORARIVerifica la giornata scelta

Il complesso osserva orari stagionali e il lunedì è normalmente giorno di chiusura; controllare eventuali variazioni sul sito ufficiale.

BIGLIETTIControlla il percorso incluso

Tariffe integrate, mostre temporanee e accessi alle diverse aree possono variare: usare la pagina ufficiale dei biglietti.

ACCESSIBILITÀChiedi conferma al museo

Per ascensori, percorsi privi di barriere, servizi e disponibilità delle sale archeologiche verificare direttamente prima della visita.

Apri la posizione su Google Maps

FONTI CONSULTABILI

Per approfondire,
e verificare.

Questa prima edizione organizza le informazioni più solide. Le singole pagine potranno essere ampliate con documenti, rilievi e fotografie d’archivio.

SCAVO E MATERIALI

Il relitto di Torre Flavia

Bollettino d’Arte · Ministero della Cultura · 1986

Pubblicazione di riferimento sulle campagne, i dolia, il corredo e la prima lettura del naufragio.

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ARCHITETTURA NAVALE

L’épave à dolia de Ladispoli

Archaeonautica 11 · 1993

Studio scientifico dello scafo, dei giunti, delle strutture interne e delle dimensioni ricostruite.

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NAVI A DOLIA

The role of shipwreck cargoes

Candace Rice · 2016

Confronto mediterraneo utile a leggere funzione, capacità e reti commerciali delle navi con grandi contenitori.

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SCANDAGLIO

Ancient sounding weights

John Peter Oleson

Studio tipologico dei pesi da scandaglio per comprendere il reperto in piombo trovato a bordo.

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PATRIMONIO LOCALE

Il patrimonio storico-archeologico di Ladispoli

Comune · GATC · GAR · 2024

Sintesi cittadina del relitto, delle campagne di recupero e dei reperti conservati a Santa Severa.

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PERCORSO MUSEALE

Museo del Mare e della Navigazione Antica

Museo Civico del Castello di Santa Severa

Canale ufficiale per sale, percorso dei reperti e informazioni aggiornate sulla visita.

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ORARI UFFICIALI

Orari del Castello di Santa Severa

Regione Lazio · LAZIOcrea

Pagina da controllare prima della partenza per aperture stagionali e giornate di chiusura.

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BIGLIETTI UFFICIALI

Biglietti e condizioni di visita

Castello di Santa Severa

Tariffe correnti, riduzioni e accessi alle diverse sezioni del complesso.

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TUTELA SUBACQUEA

Convenzione sul patrimonio culturale subacqueo

UNESCO · 2001

Principi internazionali di conservazione in situ, ricerca autorizzata e contrasto al recupero non scientifico.

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