Una stessa famiglia botanica
Carciofo, cardo coltivato e cardo selvatico appartengono al complesso di Cynara cardunculus. La classificazione è stata discussa a lungo; la lettura oggi più condivisa li considera varianti legate da una comune origine botanica.
La selezione umana ha favorito caratteri diversi. Nel carciofo sono diventati centrali i grandi capolini; nel cardo coltivato, invece, le foglie e i piccioli carnosi. Il progenitore selvatico resta una pianta spinosa distribuita lungo ampie zone del Mediterraneo.
La domesticazione non ha una data semplice
Le fonti antiche usano nomi non sempre distinguibili per cardi e carciofi. Per questo attribuire con certezza ogni citazione greca o romana al carciofo moderno sarebbe scorretto.
Gli studi richiamati dall’Università di Oxford e dalla letteratura botanica collocano con prudenza una selezione del carciofo dal cardo selvatico in Sicilia, intorno all’inizio del primo millennio, seguita dalla diffusione attraverso gli scambi mediterranei.
Una storia mediterranea, poi laziale
Il Romanesco è un capitolo locale di una vicenda molto più ampia. La coltivazione si è adattata ai terreni e al clima del Lazio, fino a diventare parte della cucina regionale e dell’economia agricola. La Sagra trasforma questa lunga storia botanica in memoria popolare cittadina.
