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DOSSIER EDITORIALE · ANATOMIA · CUCINA

Ogni parte racconta una funzione

Capolino, brattee, ricettacolo, pappo e peduncolo: capire la pianta aiuta anche a pulirla e cucinarla meglio.
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Non è un frutto: è un’infiorescenza

La parte raccolta è un capolino immaturo, cioè un insieme compatto di futuri piccoli fiori. Viene consumato prima che la fioritura si apra: ciò che in cucina appare come un unico ortaggio è in realtà una struttura botanica complessa.

Le parti commestibili più caratteristiche sono la base carnosa delle brattee e il ricettacolo sul quale sono inseriti i fiori. Quest’ultimo è il fondo tenero che comunemente chiamiamo cuore.

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Brattee, cuore e pappo

Le brattee formano l’involucro protettivo. Procedendo verso l’interno diventano più tenere; al centro si incontra il pappo, il cosiddetto fieno o barba, che precede la fioritura e viene rimosso quando è già sviluppato.

Il ricettacolo si trova sotto il pappo e concentra la parte più carnosa. La pulizia del carciofo non è quindi un gesto casuale: segue la disposizione reale dei suoi tessuti.

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Anche il gambo può avere valore

Il peduncolo collega il capolino alla pianta. Eliminata la parte esterna più fibrosa, la porzione interna può essere utilizzata in creme, brodi, ripieni e condimenti, riducendo lo scarto e mantenendo nel piatto il sapore del prodotto.