La registrazione del 2002
Il nome Carciofo Romanesco del Lazio è stato registrato a livello europeo con il regolamento (CE) n. 2066/2002. La sigla IGP indica che il prodotto deve rispettare un disciplinare e mantenere un legame verificabile con l’area geografica riconosciuta.
Il riconoscimento non assegna il prodotto esclusivamente a Ladispoli. La zona comprende aree delle province di Viterbo, Roma e Latina. Ladispoli è uno dei comuni indicati dal disciplinare e possiede, grazie alla Sagra, un rapporto storico e pubblico particolarmente forte con il Romanesco.
Il nome non è una semplice descrizione
La denominazione riguarda il carciofo di tipo romanesco che risponde alle caratteristiche previste: varietà ammesse, zona di produzione, tecniche colturali, raccolta, requisiti del prodotto fresco, controlli e modalità di presentazione.
Per questo la parola IGP non dovrebbe essere usata come un aggettivo generico. Comunica una provenienza e un sistema di regole; non certifica automaticamente ogni carciofo venduto durante una festa o cucinato in un locale.
La Sagra e l’IGP: due piani diversi
La Sagra è una manifestazione civica e commerciale; l’IGP è una denominazione regolata. Il legame fra le due realtà è importante, ma raccontarlo correttamente significa non confondere l’identità culturale della festa con la certificazione del singolo prodotto.
